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Razorama
A bordo dello splendido catamarano di un giovane miliardario,
due coppie hanno deciso di compiere insieme la traversata,
nell'Oceano Indiano, dal Kenya al Madagascar. Bruno, Valentine,
Marcel e Sheila sono giovani, belli, pieni di ambizioni e
progetti dai contorni ora precisi ora sfumati, animati dalla
tensione radicale e velleitaria della loro età, uniti
reciprocamente da legami intensi e non del tutto limpidi.
Ma per il breve spazio di questa vacanza sul Saint-Just -
il catamarano che porta il nome di un santo e di un ghigliottinatore
- sembra che ogni problema, ogni turbamento sia sospeso nell'atmosfera
abbagliante e senza tempo della vita in alto mare. L'unica
ombra sempre presente è quella del destino che attende
Marcel allo sbarco sull'isola: dovrà sposare un'ereditiera
locale, figlia di un potente candidato alle elezioni presidenziali.
Una strada segnata, che compromette la sua stabilità
mentale aprendo le porte a una devastante follia. Mentre il
Saint-Just naviga veloce verso un dramma inaudito, all'aeroporto
di Tanà, la capitale del Madagascar, atterra il giornalista
italiano Claudio Clerici, inviato lì per un'inchiesta.
Il suo contatto sul campo, un ragazzo chiamato Adriano, lavora
alle dipendenze di Rodrigo, il fratello di Valentine, che
gestisce da anni un resort nel cuore incontaminato dell'isola,
a poca distanza dal villaggio di Razorama. Ma anche il viaggio
di Claudio Clerici e della sua guida non può procedere
liscio com'era previsto: Adriano deve correre al capezzale
di Rodrigo, preda di un'improvvisa malattia che gli sconvolge
la mente con funebri presagi. Lo sciamano che lo cura gli
preannuncia il dramma del Saint-Just, che risalendo le acque
di un canale interno raggiungerà la quiete di Razorama
col suo carico di disperazione. Romanzo di febbre e di furia,
Razorama fonde gli echi e le voci, gli sfondi esotici e tropicali
della grande narrativa d'avventura con il brivido della magia
e dell'inesplicabile e con un'inquietudine generazionale molto
contemporanea e riconoscibile dai lettori di Brizzi. È
un viaggio dentro un paese e dentro il cuore di avventurieri
che dall'avventura non possono più trarre nessun incanto,
riuscendo a preservare, di questa loro esperienza dell'altrove,
solo lo spaesamento, la deriva, il delirio della ragione.
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