|
|
Il corso delle cose
Il titolo del romanzo prende lo spunto da una frase di
Merleau-Ponty, "il corso delle cose è sinuoso".
Frase che si attaglia perfettamente a certa realtà
siciliana che abbiamo imparato a conoscere da Capuana a Pirandello,
da Brancati a Sciascia. Questa realtà sembra sfuggire
tra le mani dell'osservatore, tutta intessuta com'è
di moventi umani elementari ma oscuri, di gesti cerimoniali
che alludono a una seconda natura, a un'ipotesi dell'uomo
non misurabile secondo i
parametri della logica. La prima virtù del romanzo
è la costruzione: Camilleri sa intrecciare le fila
di un "mistero" con rara abilità, conducendo
il lettore sulle vie percolose e stregate dell'ipotesi mentale,
della domanda continua. Ma reso omaggio a questa abilità,
che la pratica drammaturgica può aver favorito, bisogna
sottolineare la densità dell'atmosfera siciliana evocata
e, più ancora, le sottili qualità della scrittura.
Certe ore, certe figure appaiono in piena evidenza grazie
a un uso morbido e sornione della parola che forma una sua
musica molto riconoscibile.
(Ruggero Jacobbi, 1979)
COMPRA
IL LIBRO
|
|
| |
|